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I lavoratori della Campari possono ricominciare a sperare
29 October 2009
Non è tardata ad arrivare la riapertura del tavolo ministeriale per lo stabilimento Campari di Sulmona, così come promesso dall’onorevole Paola Pelino. Uno screening completo sulla vertenza con l’obiettivo di trovare una soluzione prima della fine della scadenza della cassa integrazione straordinaria c’è stato oggi nella sede ministero Sviluppo Economico. <Ho premuto per avere un incontro per valutare interamente la situazione dello stabilimento sulmonese – ha sottolineato l’onorevole Pelino – dato che si rende indispensabile l’acquisizione dell’opificio da parte di un’azienda che possa garantire un futuro lavorativo alle maestranze entro luglio 2010. E’ importante che il sito possa tornare a produrre per dare un taglio alla disoccupazione e per rilanciare l’economia del territorio peligno attraverso l’aiuto del ministero ma anche di Regione e Provincia presenti all’incontro assieme alla dirigenza aziendale ai sindacati e alle Rsu>. La parlamentare sulmonese ha inoltre precisato che all’orizzonte si intravede qualche azienda interessata che sarà valutata nei prossimi giorni per capire quali prospettive potrebbe offrire all’Abruzzo interno. <Le richieste giunte di acquisizione dello stabilimento mi fanno ben sperare – ha concluso Pelino – e in queste settimane farò quanto mi è possibile per cercare di chiudere la partita visti i tempi che stringono>.     Roma, 29.10.2009 Ufficio Stampa
Ultimo aggiornamento ( 29 October 2009 )
 
IL MATTINALE N°200. Pelino: noi riformisti, gli altri immobilisti
29 October 2009
Prosegue su ‘Il Mattinale’ il dibattito sulla costruzione del Popolo della Libertà. Chi intende parteciparvi è pregato di inviare un testo di massimo 15 righe via e-mail all’indirizzo: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo  di Paola Pelinodeputato, segretario Commissione Lavoro Pubblico e Privato,
 componente Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo
 Nel rispondere alla domanda “chi siamo” voglio rendere omaggio a Don Gianni Badget Bozzo citando una sua definizione: “Un grande progetto di libertà, nato da Silvio Berlusconi, per gli italiani, per il nostro Paese, capace di rappresentare i valori, l’identità e il meglio della storia italiana”.Non va dimenticato che PdL lo ha voluto la gente. Berlusconi ha solo messo in atto quanto stava maturando da tempo nell'opinione pubblica trasferendo l’esperienza di Forza Italia in un nuovo contenitore. Il discorso del "predellino" era stato preceduto da eventi come la manifestazione del 2 dicembre 2006 a piazza San Giovanni e, comune per comune, la mobilitazione unitaria di un'opinione pubblica moderata nell'animo, ma affamata di riforme liberali. Il PdL è nato per rispondere a questo desiderio di novità, che fra i cittadini è maggioritario e ha rappresentato una risposta ferma al predominio delle oligarchie e della vecchia politica. Un superamento delle vecchie barriere, uno strumento del popolo che impone la legge della modernità e invoca dalla politica l’assunzione coraggiosa delle sue responsabilità.  Il PdL si ripropone di interpretare il meglio del pensiero liberale attraverso una efficace azione di governo liberando la politica dai compromessi di basso livello che in passato hanno creato instabilità e una forte caduta i credibilità.La missione di questo nuovo partito è quello di innovare a tutto campo, soprattutto le istituzioni. Una Grande Riforma di cui si avverte fortemente la necessità oramai da molti anni. Attraverso la sua attività il Governo sta cambiando l'Italia. Gli italiani lo stanno apprezzando confermando ogni giorno la fiducia alla leadership di Berlusconi e ai suoi ministri. Il PdL sta perseguendo la ‘politica del fare’ in un rapporto stretto tra governo e maggioranza, nella consapevolezza che le forze riformiste sono sempre state schierate nella coalizione di centrodestra, mentre i cultori dell’immobilismo e della conservazione sono sempre stati a sinistra.


 

Ultimo aggiornamento ( 29 October 2009 )
 
DL 134/09 CONTINUITA' SERVIZIO SCOLASTICO
20 October 2009
Relazione onorevole Paola Pelino Signor Presidente, Onorevoli colleghi! – La XI Commissione (Lavoro), dopo un approfondito e articolato lavoro istruttorio, mi ha conferito il mandato a riferire favorevolmente all’Assemblea sul provvedimento in discussione, come risultante dagli emendamenti approvati nel corso dell’esame in sede referente.Voglio subito precisare che il testo – per il momento – non ha incontrato il voto favorevole dei gruppi di opposizione, che tuttavia, con senso di responsabilità, hanno affrontato in termini costruttivi il lavoro in Commissione e hanno manifestato, alla fine dell’esame in sede referente, una disponibilità all’ulteriore confronto sulle questioni ancora aperte.D’altronde – se mi è consentito ripercorrere anche alcuni passaggi della mia relazione introduttiva in Commissione – ricordo che il fenomeno del precariato nella scuola rappresenta uno dei principali problemi che, da diversi decenni, le istituzioni rappresentative si sono trovate a fronteggiare, con l’adozione di misure che, almeno negli anni passati, non hanno prodotto i frutti sperati.Il Governo in carica – sin dall’inizio della legislatura – ha adottato una serie di misure per la razionalizzazione dell’ordinamento scolastico e il contenimento della spesa, che hanno portato ad una situazione complessiva del corpo docente che, per l’anno scolastico 2009-2010, presenta i seguenti dati:-              degli oltre 857.000 docenti impiegati nell’anno scolastico 2008-2009 (dei quali circa 715.000 di ruolo), è stato previsto un “taglio” di circa 42.000 posti;-              poiché dal 1° settembre 2009 circa 32.000 docenti hanno avuto accesso alla pensione, all’incirca 10.000 posti non hanno potuto essere coperti con personale supplente con incarico annuale (o, comunque, fino al 30 giugno 2010); -              considerato inoltre che – per varie ragioni (tra le quali il fenomeno dei cosiddetti “spezzoni di orario”) – il numero complessivo di personale interessato va valutato in eccesso, si stima in circa 18.000 unità il numero di insegnanti che non avranno, nel corso dell’anno, né un incarico annuale né un incarico fino al termine delle lezioni.Per tali ragioni, anche al fine di assicurare una adeguata continuità lavorativa al personale precario (docente e ATA) della scuola, il Governo è prontamente intervenuto, nella fase di avvio dell’anno scolastico 2009-2010, con il decreto-legge in esame, che si propone di completare il quadro degli strumenti normativi ed amministrativi già adottati sinora dal Ministro dell’Istruzione, dell’università e della ricerca, per assicurare la migliore continuità lavorativa per gli insegnanti iscritti nelle graduatorie ad esaurimento ed al personale ATA iscritto nelle graduatorie permanenti, già titolari di un incarico annuale nel precedente anno scolastico 2008-2009.Il decreto legge n. 134 del 2009, peraltro, si affianca alla convenzione stipulata con l’INPS per la gestione dell’attivazione e della cessazione dell’indennità di disoccupazione, attraverso una procedura informatica, che mette in collegamento tutte le Scuole con la banca dati dell’INPS.Per tali ragioni il provvedimento presentato alla Camera (costituito da due articoli, di cui uno recante la consueta clausola di entrata in vigore) ha introdotto – con riferimento alla platea dei precari già titolari di incarico annuale (o fino al termine della attività didattiche) nel precedente anno scolastico – specifici benefici economici e di carriera. In base al comma 2 dell’articolo 1 del provvedimento, ai lavoratori precari in questione viene infatti riconosciuta, in deroga alla normativa vigente, precedenza assoluta nel conferimento delle supplenze per l’anno scolastico 2009-2010 nel caso in cui, per carenza di posti disponibili, non abbiano potuto ottenere il rinnovo dell’incarico annuale. Inoltre, si introduce la facoltà per l'amministrazione scolastica di promuovere (comma 3 dell’articolo 1), in collaborazione con le regioni e a valere su risorse finanziarie messe a disposizione dalle regioni medesime, specifici progetti per attività di carattere straordinario, di durata variabile da tre a otto mesi, da realizzare prioritariamente mediante l'utilizzo dei suddetti lavoratori precari, percettori di indennità di disoccupazione, ai quali può anche essere corrisposto un compenso di partecipazione. Ai fini dell’attribuzione del punteggio nelle graduatorie, infine, ai suddetti lavoratori precari viene riconosciuta, indipendentemente dall’effettiva durata dell’impiego nel corso dell’anno scolastico, la valutazione dell’intero anno di servizio (comma 4 dell’articolo 1).Con le disposizioni introdotte, trovano una sostanziale ratifica quegli accordi già conclusi tra il Ministero e le regioni Sardegna, Sicilia, Campania, Lombardia, Molise, Veneto e Puglia, che - per talune di queste regioni - contengono inoltre una virtuosa combinazione tra risorse di Programmazione Ordinaria a titolarità regionale e risorse di Programmazione Ordinaria a titolarità ministeriale.Inoltre, le misure originariamente previste dal decreto-legge si muovono nel solco delle politiche “anti-crisi” assunte nei mesi scorsi dal Governo, mirate a trasformare politiche di carattere assistenziale in “politiche attive”, realizzando una opportuna politica attiva nell’organizzazione scolastica, in quanto diretta a destinare agli insegnanti precari, abilitati, iscritti nelle graduatorie ad esaurimento e che abbiano avuto solo supplenze annuali nello scorso anno scolastico, tutte le occasioni di supplenze temporanee.Rilevo, inoltre, che il comma 1 dell’articolo 1 del decreto-legge n. 134 contiene un’ulteriore disposizione, che (novellando l’articolo 4 della legge n. 124 del 1999) prevede che i contratti a tempo determinato non possano in alcun caso trasformarsi in rapporti di lavoro a tempo indeterminato e consentire la maturazione di anzianità utile ai fini retributivi prima della immissione in ruolo; per tale secondo aspetto, la norma è volta (a fronte delle incertezze interpretative emerse a seguito di alcune recenti pronunce giurisprudenziali) a dare piena copertura legislativa alla prassi applicativa in atto, che esclude avanzamenti stipendiali a beneficio dei docenti (con l’eccezione dei docenti precari di religione) con contratti a tempo determinato, già previsti, per le supplenze annuali, dall’articolo 53, comma 3, della legge n. 312 del 1980. Al contempo, si intende escludere che, una volta entrati in ruolo, i docenti possano beneficiare di una ricostruzione di carriera “incoerente” rispetto al fatto di avere instaurato, in precedenza, esclusivamente rapporti di lavoro a tempo determinato.Prima di illustrare all’Assemblea le modifiche che – rispetto al testo originario del decreto che ho appena descritto – sono state introdotte dalla Commissione, vorrei soffermarmi proprio sul citato comma 1 dell’articolo 1, per segnalare che il Comitato per la legislazione, che ha espresso il parere di competenza sul provvedimento, ha invitato la Commissione a valutare l'opportunità di abrogare esplicitamente la disposizione contenuta nell'articolo 53 della legge n. 312 del 1980 (peraltro di dubbia vigenza nell'attuale quadro normativo), che appare invece riconoscere al personale docente non di ruolo la maturazione dell'anzianità a fini retributivi.In proposito, la Commissione ha a lungo approfondito tale questione, anche con il contributo del Governo, per comprendere quale possa essere la soluzione più idonea ad assicurare una efficace applicazione delle disposizioni contenute nel testo. In tal senso, vi è un impegno politico del Governo a fornire ogni utile elemento di aiuto all’Aula, che consenta di definire nel miglior modo possibile l’intervento normativo appena descritto. Passando, poi, alle modifiche introdotte nel corso dell’esame in Commissione, ricordo che sono stati aggiunti nuovi commi all’articolo 1 del provvedimento, rispettivamente finalizzati a promuovere i seguenti interventi:- la previsione che la convocazione dei supplenti, ai fini del conferimento delle supplenze, avvenga anche attraverso la casella di posta elettronica certificata (comma 1-bis);- la conferma della validità dell’abilitazione all’insegnamento dei  docenti ammessi con riserva ai corsi speciali indetti con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca n. 21 del 2005 (comma 4-quinquies);- la previsione che l’abilitazione all’insegnamento conseguita dai docenti con contratto a tempo indeterminato, in servizio presso la scuola pubblica, ammessi con riserva ai corsi speciali indetti con decreti del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca n. 21 del 2005 e n. 85 del 2005, costituisca titolo valido per la partecipazione a tutte le procedure di mobilità professionale previste dalla normativa vigente (comma 4-sexies);- una norma interpretativa che, ai fini delle operazioni di integrazione ed aggiornamento delle graduatorie permanenti di cui all’articolo 1 del decreto-legge 7 aprile 2004, n. 97, convertito, con modificazioni, nella legge 4 giugno 2004, n. 143, consente ai docenti che ne fanno esplicita richiesta – oltre che la permanenza nella provincia prescelta in occasione dell’aggiornamento delle suddette graduatorie per il biennio 2007-2008 e 2008-2009 – anche l’inserimento nelle graduatorie di altre province, ma dopo l’ultima posizione di III fascia nelle graduatorie medesime (commi da 4-bis a 4-quater).A prescindere da quest’ultima previsione, sulla quale peraltro il Comitato dei nove sarà impegnato a ragionare per individuare eventuali soluzioni migliorative, vorrei sottolineare che gli interventi aggiuntivi e modificativi testé illustrati sono frutto di emendamenti approvati con la collaborazione dei gruppi di opposizione, con cui sono sicura che sia possibile mantenere un rapporto costruttivo. Ricordo, infatti, che oltre alle modifiche appena illustrate, la Commissione ha anche approvato un emendamento del relatore, che ha assorbito lo spirito di diverse proposte emendative presentate dai gruppi della Lega Nord, del Partito Democratico e dell’UDC, finalizzato ad estendere i benefici di cui al comma 2 – che ho evidenziato in precedenza – anche ai docenti inseriti nelle graduatorie ad esaurimento che, nell’anno scolastico 2008-2009, abbiano conseguito, attraverso graduatorie di istituto, una supplenza temporanea di almeno 180 giorni.Si tratta, anche in questo caso, di un intervento che amplia il già significativo ambito di applicazione delle norme volute dal Ministro Gelmini, alla quale va riconosciuto il merito di essersi fatta carico di un problema reale. Vorrei peraltro sottolineare che la norma introdotta – pur potendo rischiare di “snaturare” in qualche misura il principio dell’annualità della supplenza contenuto nel comma 2, che è stato pensato in vista della progressiva immissione in ruolo del personale interessato – ha il merito di farsi carico di un problema che, anche sotto il profilo economico-finanziario, non va trascurato.Il riferimento ai profili economici mi consente, peraltro, di concentrarmi sui pareri resi dalle altre Commissioni, per dire anzitutto che il parere della V Commissione (Bilancio) sarà reso direttamente all’Assemblea, mentre le Commissioni I, VII, XIV e per le questioni regionali hanno espresso parere favorevole, sia pure con dei rilievi rispetto ad alcune parti del provvedimento. La Commissione Lavoro, tuttavia, ha ritenuto opportuno non apportare modifiche al testo risultante al termine dell’esame degli emendamenti, riservando alla fase di discussione in Assemblea e, dunque, al Comitato dei nove il compito di valutare possibili, ulteriori, modifiche al testo.In questo senso, desidero concludere la mia relazione introduttiva con una considerazione di natura più specificamente politica, ricordando che – al termine dell’esame in Commissione – sono rimaste ancora aperte alcune questioni problematiche: poiché, su tali questioni, abbiamo colto la positiva disponibilità del Governo, non posso che preannunciare che la Commissione è pronta a svolgere con serietà e determinazione il suo ruolo in Aula.Vorrei, peraltro, che vi fosse in tutti la consapevolezza che il decreto-legge al nostro esame è già un ottimo punto di equilibrio, fortemente voluto dal Ministro Gelmini per intervenire con determinazione sul fenomeno del precariato, e che ha dato una prima, importante, risposta ad un numero significativo di pubblici dipendenti con contratti di lavoro a tempo determinato.Sono certa, quindi, che – con un confronto aperto tra i rappresentanti di tutti i gruppi – si possa giungere alla definitiva conversione in legge di un decreto molto atteso dal personale scolastico e particolarmente importante per gli operatori del settore.Vi ringrazio.
Ultimo aggiornamento ( 20 October 2009 )
 
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